Statistiche adblock 2026: quanto perdono davvero gli editori?
Quanti dei tuoi visitatori bloccano la pubblicità e quanto ti costa ogni mese? Le statistiche adblock più recenti con i limiti che hanno, il divario tra desktop e mobile, le differenze per tipo di pubblico e il calcolo che trasforma una percentuale in euro sul tuo sito.
Ci sono visite che vedi nelle statistiche e che non ti portano un centesimo di ricavi pubblicitari. Quasi sempre non è un problema del tuo account AdSense: è un adblock che ha fermato lo script prima ancora che l'annuncio esistesse. La domanda interessante non è se il fenomeno esista, ma quanto pesa sul tuo sito in particolare, perché tra un blog di tecnologia e un sito di ricette la differenza è enorme. Qui trovi le statistiche adblock più recenti con i limiti che hanno, il calcolo che trasforma una percentuale in euro e la distinzione tra i rimedi che funzionano e quelli che fanno solo rumore.
Quante persone usano un adblock nel 2026
La prima cosa onesta da dire è che le rilevazioni non concordano tra loro. A seconda di chi viene intervistato, di quali dispositivi si contano e di come si definisce «persona che usa un adblock», la quota globale si sposta parecchio: le stime pubbliche più citate vanno da circa il 30 % fino a circa il 37 % delle persone che usano internet. Tra i due estremi ci ballano centinaia di milioni di persone, e chi ti presenta una cifra secca come verità assoluta sta spremendo dai dati più precisione di quanta ne contengano.
Su una cosa però le fonti vanno d'accordo, ed è la direzione. La quota non esplode, ma non cala nemmeno. Ogni ondata di pop-up, di video che parte da solo con l'audio acceso e di interstiziali a schermo intero produce una nuova ondata di installazioni, e chi ha installato un adblock raramente lo disinstalla.
Sul fronte dei dispositivi il quadro sorprende parecchi editori: a livello globale il blocco della pubblicità su mobile ha ormai superato quello su desktop, spinto da browser con filtro integrato, da app dedicate e da servizi DNS che tagliano gli annunci prima ancora che il browser li chieda. Chi ha in testa soltanto la classica estensione per Chrome sta guardando metà del fenomeno.
E per l'Italia che numero circola?
Qui serve una precisazione che raramente leggi altrove. Per l'Italia non esiste una rilevazione pubblica confrontabile con quelle disponibili per i mercati più grandi, e le classifiche per Paese che girano nei blog di settore riprendono quasi sempre le stesse due o tre fonti, che misurano bene alcuni mercati e stimano tutto il resto. Della Germania sappiamo che sta ai vertici europei, con stime che vanno da circa il 39 % a circa il 49 % a seconda della rilevazione. Per la Spagna le stime che circolano stanno tra il 30 e il 35 %. Per l'Italia la risposta corretta è che una cifra affidabile non c'è, e che il numero davvero utile non è comunque quello nazionale: è quello misurato sul tuo dominio. Se qualcuno ti dice «in Italia è il tot per cento», nella maggior parte dei casi sta arrotondando una media continentale.
Adblock per segmento: valori di riferimento, non il tuo dato
Il fattore che sposta di più l'ago della bilancia non è il Paese, è il pubblico. La tabella raccoglie i valori di riferimento usati nel settore: sono stime aggregate da studi ed esperienza sul campo, utili per capire se il tuo sito sta più vicino al 15 o al 40 %, non la tua percentuale reale. Occhio a non confonderle con la quota globale di poco fa: quella conta le persone che hanno un adblock installato su almeno un dispositivo, questa la quota di pagine viste che sul tuo sito arrivano con il filtro attivo. È normale che la seconda sia più bassa della prima.
| Segmento di pubblico | Tasso di adblock stimato | Perché |
|---|---|---|
| Media generale (qualsiasi tipo di sito) | 20-25 % | Mix di profili tecnici e non, desktop e mobile insieme |
| Pubblico prevalentemente mobile | 10-15 % | Fuori dai mercati in cui i browser filtrano di serie, sullo smartphone il blocco resta più raro |
| Notizie e attualità | 20-28 % | Pubblico ampio e generalista, vicino alla media |
| Lifestyle e tempo libero | 18-25 % | Pubblico misto, in media un po' più giovane di quello delle notizie |
| Finanza e business | 22-30 % | Più formazione tecnica e più tempo passato su desktop |
| Tech e gaming | 35-45 % | Profilo tecnico, installa e configura un adblock senza fatica |
Il salto tra la riga del pubblico mobile e quella di tech e gaming vale più di venti punti percentuali. È il motivo per cui una frase come «l'adblock ti costa il tot per cento» non significa niente finché non sai a quale pubblico stai parlando.
Cosa significa in euro per un editore AdSense
Una percentuale diventa concreta solo quando la moltiplichi per i tuoi numeri. La formula è la stessa che usa il nostro calcolatore: pagine viste al mese × (RPM ÷ 1.000) × tasso di adblock = perdita stimata al mese. L'RPM è quanto incassi ogni mille pagine viste e cambia molto per nicchia, formato pubblicitario e stagione, quindi i valori qui sotto servono solo a far vedere il meccanismo.
Due esempi, con numeri scelti apposta per essere leggibili:
- Blog di tecnologia, 60.000 pagine viste al mese, RPM 5 €: il potenziale senza adblock sarebbe di 300 € al mese. Con un tasso da pubblico tech del 35 % la perdita stimata è di 105 € al mese, circa 1.260 € l'anno, e in cassa restano intorno ai 195 €.
- Sito di attualità generalista, 250.000 pagine viste al mese, RPM 3 €: il potenziale sarebbe di 750 € al mese. Con un tasso medio del 22 % la perdita stimata scende a 165 € al mese, circa 1.980 € l'anno, e restano circa 585 €.
Guarda il rapporto tra i due casi: il secondo sito ha più di quattro volte il traffico del primo, eppure la perdita mensile cresce solo di poco più della metà. Il traffico è la variabile meno interessante delle tre. L'RPM più basso comprime già il potenziale, e sopra ci lavora il tasso di adblock: nel secondo caso una quota maggiore di pagine viste arriva davvero a un annuncio caricato. È lì che si decide quanto resta in cassa.
Quello che non funziona: i muri anti-adblock
Quando un editore scopre queste cifre, il primo impulso è quasi sempre lo stesso: sbarrare l'accesso a chi ha un blocco attivo finché non lo disattiva. È comprensibile, e funziona molto peggio di quanto prometta. Un muro del tipo «disattiva il blocco oppure non leggi» produce di solito tre reazioni: una parte dei visitatori se ne va su un altro sito che ha lo stesso contenuto, una parte installa il filtro che nasconde anche il muro, e una parte resta ma con un'idea peggiore del tuo marchio. Il saldo raramente ripaga il lavoro tecnico, e su un sito che vive di ricerca organica un muro montato male peggiora l'esperienza proprio di chi arriva dalla ricerca, cioè del pubblico che ti costa di più conquistare.
Non aiuta granché nemmeno mascherare gli annunci con trucchi tecnici sempre più aggressivi per aggirare i filtri. È una corsa agli armamenti che gli adblock vincono di norma nel medio periodo, perché si aggiornano di continuo, e nel frattempo metti a rischio la fiducia di chi ti legge senza bloccare nulla.
Quello che aiuta davvero
La verità scomoda è che l'adblock non si annulla con un espediente, però si può gestire meglio. Tre mosse funzionano, in quest'ordine.
- Misura prima il tuo tasso reale. Prima di cambiare qualunque cosa, ti serve la tua cifra, non una stima di settore. Senza quel dato, ogni decisione su formati, posizioni e monetizzazione poggia su un'ipotesi. Misurare serve anche a non incolpare l'adblock troppo in fretta: quando gli annunci non compaiono, la causa è spesso molto più banale, tipo un sito AdSense non ancora approvato, un banner di consenso che trattiene lo script finché nessuno clicca, un plugin di cache che si porta via il codice pubblicitario o semplicemente inventario vuoto per quel pubblico.
- Migliora l'esperienza pubblicitaria. Meno annunci invadenti, niente video con audio automatico, niente pop-up che coprono il testo e caricamento differito per gli spazi più in basso. È uno dei motivi che ricorrono più spesso quando si chiede alle persone perché hanno installato un adblock: la sensazione di troppa pubblicità. Un sito più pulito produce meno nuove installazioni tra i tuoi lettori abituali.
- Diversifica i ricavi. Link di affiliazione, prodotti tuoi, sponsorizzazioni dirette o una newsletter con un'offerta non dipendono dal fatto che un annuncio si carichi nel browser. Meno il tuo sito dipende da un canale solo, meno lo tocca la prossima ondata di adblock. Se parti da qui, tieni presenti anche gli obblighi di trasparenza: li abbiamo raccolti nella guida su come etichettare i link di affiliazione. La strada più diretta è vendere gli spazi da solo invece di passare da un circuito: uno spazio venduto in diretta viene servito come normale contenuto della pagina e le liste di filtro lo intercettano molto meno spesso di uno script proveniente da un ad server noto.
Qui entra in gioco Adjet, tenendo ben separate le due versioni. Il tasso reale lo misura Adjet Pro: nella bacheca di WordPress vedi quanti dei tuoi visitatori effettivi bloccano la pubblicità, ricavato da un campione delle pagine viste e non da una media di settore. La versione gratuita quel tasso non lo misura. Quello che fa è più discreto: quando riconosce un blocco attivo mette al posto dell'annuncio bloccato il contenuto sostitutivo che hai preparato tu, senza contare niente e senza segnalare niente. Detto senza giri di parole: recuperare i ricavi in senso stretto, cioè rimpiazzare l'annuncio bloccato con un'alternativa che paga, non è una funzione di Adjet. Quello che Adjet Pro aggiunge oltre alla misura è una barra di avviso richiudibile per chi ha il blocco attivo, che lascia il contenuto leggibile e quindi non è il muro di cui sopra. Se ti interessa il lato tecnico e legale del montaggio, la guida su AdSense e GDPR in WordPress copre consenso e Consent Mode v2, mentre il confronto con le alternative ad Advanced Ads ti aiuta a scegliere lo strumento.
Nella directory ufficiale di WordPress la versione gratuita si chiama Hafenstudios Ads. All'inizio di settembre 2026 lì compare la versione 2.5.0, con almeno 100 installazioni attive e 14 recensioni con media 5,0. Ad agosto 2026 WordPress.org l'ha inserita nel suo elenco dei plugin in evidenza.
Come funziona il rilevamento e che cosa fa davvero la recovery
Il «rilevamento dell'adblock» sembra magia ed è invece un trucco piuttosto trasparente. Siccome è proprio il punto in cui di solito si promette più di quanto la tecnica possa mantenere, ecco che cosa fa Adjet per davvero, indicando a ogni passo quale versione ne è capace.
- Mettere l'esca, e solo se c'è qualcosa da sostituire. La pagina inserisce un elemento vuoto con nomi di classe che sembrano quelli dei classici spazi pubblicitari (
adsbox,ad-banner,adsbygoogle). È grande un pixel e sta ben fuori dall'area visibile, quindi nessun visitatore se ne accorge. Il rilevamento parte soltanto se almeno un annuncio della pagina porta con sé un contenuto sostitutivo preparato. Senza contenuto sostitutivo non viene messa nessuna esca. - Guardare se l'esca sparisce. Dopo 200 millisecondi lo script controlla se quell'elemento è stato nascosto, portato ad altezza zero o tolto del tutto dal layout. È esattamente quello che le liste di filtro fanno con nomi di classe del genere: se è successo, c'è un blocco attivo.
- Sostituire in silenzio, e questo lo fa la versione gratuita. Dove l'annuncio è stato bloccato subentra il contenuto sostitutivo che hai preparato. Nessuna sovrapposizione, nessuna richiesta di spegnere il blocco. Non viene contato niente e non viene segnalato niente, ed è per questo che nella versione gratuita in bacheca non compare nessun tasso di adblock.
- Misurare e reagire, e questo lo fa solo la Pro. Per la statistica Adjet Pro invia il risultato solo su una pagina vista su dieci circa e poi riproporziona il valore lato server. Così il database resta piccolo e l'ordine di grandezza torna, ma su siti molto piccoli il campionamento costa precisione: con 300 pagine viste al mese non prendere la percentuale mostrata fino al decimale. Se è attiva anche la recovery, Adjet Pro mostra a chi ha un blocco una barra richiudibile in cima alla pagina, con il tuo messaggio, una volta per sessione. Se il visitatore la chiude, il browser se lo ricorda per il resto della sessione.
Meglio mettere subito in chiaro le aspettative: quella barra non sostituisce l'annuncio bloccato. Non fa nemmeno passare di soppiatto un circuito pubblicitario dietro le liste di filtro, ed è giusto così, perché sono proprio i tentativi di aggiramento a spingere le liste ad affinarsi di continuo. Quello che può fare è chiedere: un'eccezione per il tuo dominio, o attenzione per una tua offerta. Il testo lo scegli tu, però è testo semplice, senza link. Siamo quindi più vicini a una richiesta gentile che a un recupero tecnico.
Esempio con i numeri: quanto riporta davvero a casa una barra di avviso
Riprendiamo il primo esempio di sopra, il blog di tecnologia: 60.000 pagine viste al mese, RPM 5 €, tasso di adblock del 35 %, cioè circa 105 € persi al mese. Quanto ne torna indietro dipende da una sola variabile, cioè da quante delle persone con il blocco attivo concedono davvero un'eccezione al tuo sito dopo aver letto l'avviso. Quel tasso non lo misuriamo, perché cambia troppo a seconda del pubblico, del tono e del rapporto che hai con chi ti legge. Perciò qui trovi tre ipotesi al posto di un numero che fingerebbe sicurezza.
| Tasso di eccezioni ipotizzato | Recuperato al mese | Recuperato all'anno |
|---|---|---|
| 5 % di chi blocca | 5,25 € | 63 € |
| 10 % di chi blocca | 10,50 € | 126 € |
| 20 % di chi blocca | 21 € | 252 € |
L'ordine di grandezza è il vero risultato di questo conto. Perfino un ottimistico 20 % riporta a casa solo un quinto della perdita, e almeno quattro quinti dei 105 € al mese restano persi. Una barra di avviso è un'entrata accessoria, non un'ancora di salvezza. E se la scrivi con un tono troppo pretenzioso finisci di nuovo negli svantaggi del muro anti-adblock di cui sopra, solo in formato ridotto. La leva grossa resta la diversificazione dei ricavi.
Fermare gli adblock senza alzare muri
La versione gratuita di Adjet mette in silenzio il tuo contenuto sostitutivo dove l'annuncio è stato bloccato, senza contare e senza segnalare niente. Adjet Pro aggiunge il tasso di adblock misurato sui tuoi visitatori reali e la barra di avviso richiudibile con il tuo messaggio.
Conclusione: conosci la tua cifra prima di reagire
Le statistiche adblock globali servono a inquadrare il fenomeno: una fascia larga invece di un numero secco, il mobile ormai davanti al desktop, il pubblico tech e gaming molto sopra tutti gli altri e, per l'Italia, nessun dato nazionale che meriti di essere preso alla lettera. Nessuna di queste cifre sostituisce la tua. Prima di alzare un muro anti-adblock o di rifare da zero la strategia pubblicitaria, calcola quanto ti costa davvero con il calcolatore di perdite da adblock, poi misura sul campo e decidi con i tuoi numeri. I prezzi di Adjet e degli altri nostri plugin li trovi nella pagina prezzi.
Domande frequenti sulle statistiche adblock
Quante persone usano un adblock nel 2026?
Dipende da chi conta. Le stime pubbliche più citate collocano la quota globale tra circa il 30 e circa il 37 % di chi usa internet, e la differenza nasce da metodo, dispositivi considerati e definizione di utente attivo. Le stime di settore per singolo pubblico sono più utili della media globale: su tech e gaming si parla del 35-45 %, su un pubblico prevalentemente mobile del 10-15 %.
Qual è il tasso di adblock in Italia?
Una cifra italiana affidabile e confrontabile con quelle di altri mercati europei non esiste nelle rilevazioni pubbliche. Le classifiche per Paese che circolano riprendono poche fonti, che misurano bene i mercati grandi e stimano il resto. Della Germania sappiamo che sta ai vertici europei, con stime tra circa il 39 % e circa il 49 %, e per la Spagna le stime che circolano stanno tra il 30 e il 35 %. Per il tuo sito conta comunque il dato misurato, non quello nazionale.
L'adblock è più diffuso su mobile o su desktop?
A livello globale il blocco della pubblicità su mobile ha superato quello su desktop, grazie ai browser con filtro integrato, alle app dedicate e ai servizi DNS che filtrano gli annunci a monte. La proporzione esatta cambia però molto per Paese e per tipo di dispositivo prevalente nel tuo pubblico, quindi conviene guardarla nelle tue statistiche invece di dare per buona la media globale.
Come calcolo quanto mi costa l'adblock?
La formula è semplice: pagine viste al mese × (RPM ÷ 1.000) × tasso di adblock = perdita stimata al mese. Il punto debole resta sempre il tasso, perché di solito ci si infila una stima di settore al posto del dato reale. Il calcolatore di perdite da adblock di hafenstudios ti lascia provare scenari diversi con i tuoi numeri e vedere subito il risultato mensile e annuale.
Conviene bloccare l'accesso a chi usa un adblock?
Nella pratica i muri anti-adblock creano più attrito che ricavi: una parte dei visitatori se ne va su un sito con contenuti simili, un'altra installa il filtro che aggira anche il muro, e l'esperienza d'uso ne esce peggiorata. Funziona meglio misurare il proprio tasso reale, ripulire l'esperienza pubblicitaria e diversificare i ricavi con affiliazione o prodotti propri.
Adjet può recuperare i ricavi persi con l'adblock?
Il tasso di adblock reale lo misura Adjet Pro, nella bacheca di WordPress, su un campione dei tuoi visitatori effettivi invece che su stime di settore; la versione gratuita quel tasso non lo misura e si limita a mettere il tuo contenuto sostitutivo dove l'annuncio è stato bloccato. Recuperare i ricavi in senso stretto, cioè rimpiazzare l'annuncio bloccato con un'alternativa che paga, non è una funzione di Adjet: Adjet Pro aggiunge una barra di avviso richiudibile per chi ha il blocco attivo, che lascia il contenuto leggibile.
La recovery di Adjet Pro è già disponibile?
Sì. È stata rilasciata con Adjet 1.9.0 e si attiva nelle impostazioni di Adjet, alla voce della recovery, solo in Adjet Pro. Mostra a chi ha un blocco attivo una barra richiudibile con il tuo messaggio, una volta per sessione. Quello che non fa, però, va detto con altrettanta chiarezza: non sostituisce l'annuncio bloccato e non fa passare nessun circuito pubblicitario dietro le liste di filtro. Chiede e basta. La versione gratuita quella barra non ce l'ha.